venerdì 21 aprile 2017

Friday Book: Sempre con Lui

Vorrei inaugurare una nuova rubrica, una novità assoluta che non trovate in nessun altro blog: la rubrica dedicata ai libri!😃😃😃
Per iniziare vorrei parlarvi di un libro che ho letto poco tempo fa, nel passaggio da lavoratrice (sebbene in maternità) a disoccupata.
Il 9 gennaio, se le cose fossero andate come avrebbero dovuto, sarei dovuta rientrare al lavoro.( Ne parlo qui )
Invece mi sono trovata, tutto d'un tratto, disoccupata. 
Felicissima della scelta fatta, ma anche dubbiosa sulla reale importanza di quello che stavo facendo: dedicarmi al mio bambino.
Il libro "Sempre con Lui", di Isabelle Fox, con la prefazione della bravissima Elena Balsamo, parla proprio di questo: dei vantaggi di essere genitori a tempo pieno.
L'autrice è americana, quaindi alcune situazioni a cui si riferisce non sono così comuni qui in Italia (ad esempio il continuo cambio di babysitter), ma vi ho trovato moltissimi spunti interessanti, e soprattutto una grande dose di entusiasmo per le piccole cose che noi mamme a tempo pieno facciamo ogni giorno, e che magari ci sembrano insignificanti.
L'autrice sottolinea l'importanza della presenza fisica, dell'accudimento continuo e amorevole, del condividere con lui le prime esperienze, per supportarlo e gioire con lui.
Anche se ho finito i leggerlo da un bel po', tengo questo libro sul comodino.
Ogni volta che mi sembra di "perdere tempo", di non stare combinando un granchè nella vita, prendo in mano il libro e rileggo i racconti di tante mamme che hanno fatto la mia scelta.
Così smetto di sentirmi sola, e mi sento parte di un grande progetto.


venerdì 14 aprile 2017

Perchè non riesco a dimagrire

Tra due giorni sarà Pasqua.
A Febbraio mi ero prefissata di perdere i 5 kg che mi separano da quello che sarebbe il mio peso forma proprio entro Pasqua. E dato che credo sia improbabile che io li perda in 2 giorni, direi che non ho centrato l'obbiettivo per l'ennesima volta.
Si, perchè mi ero prefissata di perderli prima dell'estate scorsa, poi prima di Natale, poi dopo le feste.. e insomma questi cavolo di chili sono ancora tutti qui.
E quando dico qui, intendo sulla mia pancia.
Prima di avere Alessandro, grazie alla corsa e anche purtroppo ad alcuni momenti difficili, ero arrivata a pesare 52 kg, peso che non raggiungevo da anni. Quando poi sono rimasta incinta, forse proprio perchè sapevo di partire da un buon peso, mi sono lasciata un po'andare. Negli ultimi mesi poi la situazione mi è un po sfuggita di mano..e insomma ho preso 16 kg.
Ne ho persi 10 in ospedale. Me ne restavano da perdere solo 6, e pensavo che li avrei smaltiti facilmente. E invece un anno dopo sono ancora tutti li.
Ecco i motivi per cui non riesco a dimagrire:
  • Il cibo ha un forte valore consolatorio per me. Se, ad esempio, so che mi aspetta una giornata difficile, a colazione esagero con i biscotti, cercando quella sensazione di "coccola" che ci porta a mangiare alcuni cibi. E'ovvio che non c'è nessuna giustificazione razionale a questa cosa, e anzi, è risaputo che gli zuccheri semplici non danno più energia..eppure mi sembra chiaro che il nostro rapporto con il cibo non è fatto solo di razionalità;
  •  Sono a casa tutto il giorno, il che implica l'avere a disposizione una serie di cibi ogni volta che mi   viene voglia. Da qui il terzo motivo..
  • ...Spizzico troppo! Non mangio in maniera esagerata durante i pasti, ma sono i tanti micro spuntini che mi fregano (un pezzo di cioccolato, un tarallo, un biscotto..). Tante piccole cose che mangio senza pensarci ma che poi fanno la differenza sulla bilancia;
  •  Non riesco ad essere costante con la corsa. Una settimana vado, poi ne salto una perchè il bimbo è malato, poi riprendo, poi mi viene il ciclo, poi sono stanca...un casino insomma!
  • Non ho tempo per prepararmi pasti equilibrati...e alla fine finisco per pranzare con una piadina o un piatto di gnocchi solo per far veloce. Se qualcuno di voi sta pensando "Ma come fai a non avere tempo? Sei a casa!" vorrei ricordare che sono a casa, quasi sempre sola, con un bambino di un anno. Il che presuppone l'avere zero tempo. Dovrei progettare in anticipo cosa mangiare e prepararlo prima, ma tra le mille cose da fare questa passa in secondo piano.
Sono perfettamente cosciente quindi dei miei errori..ora devo solo impegnarmi per correggermi.
Cosa dite? Ce la farò entro giugno??



mercoledì 12 aprile 2017

Mio figlio mi spiega la Mindfulness

In quasi tutti i libri sulla Mindfluness viene detto di osservare i bimbi e imparare da loro.
Perché? Perché vivono nel momento.
Non conoscono il futuro e il passato, solo il presente.
Se stanno facendo una cosa, che sia studiare un sasso o tentare di costruire una torre, ne sono completamente immersi.
L'altro giorno sedevo per terra vicino ad Ale al parco.
Lui ha iniziato a toccare il terriccio con le manine: toccava la terra, si guardava il palmo della mano pieno di sassolini, rimetteva la mano per terra. Prendeva un sassolino, stava a scrutarlo per vari minuti, ne prendeva un altro. Così, con estrema lentezza e concentrazione.
Non stava pensando, dentro di se, a che gioco fare dopo, o a cosa gli avrei preparato per pranzo.
Era lì, e basta.
Per noi adulti invece le cose vanno un po'diversamente: la nostra mente e il nostro corpo non sono quasi mai nello stesso posto.
I nostri pensieri saltano continuamente tra passato e futuro, e spesso perdiamo di vista il presente agendo come se avessimo inserito il pilota automatico.
Ci  faccio caso più volte al giorno: sto cucinando, e penso al messaggio che devo mandare alla mia amica, a cosa fare nel pomeriggio, intanto con un orecchio seguo la televisione e con l'altro ascolto il mio bambino che parlotta mentre gioca.
Lo chiamano "Essere multitasking", e per un periodo di tempo me ne sono anche vantata.
Poi ho scoperto che tra le fila dei miei mille discorsi mentali mi predevo tutta la giornata.
Ed arrivavo a sera stremata.
Ho letto da qualche parte questo esempio che trovo molto bello: immaginate di camminare con una boccia piena d'acqua tra le mani. Se camminate lentamente e con attenzione sprecherete pochissima acqua, mentre se camminate velocemente e in modo distratto finirete per versare moltissima acqua.
La stessa cosa vale per la nostra mente: se la riempiamo continuamente di pensieri inutili disperderemo un sacco di energia, e ci perderemo moltissime cose che la nostra disattenzione costante ci fa ignorare.
Jon Kabat-Zinn, uno dei pionieri della Mindfulness, la definisce così:

“Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare: a) con intenzione, b) al momento presente, c) in modo non giudicante”.  

Quello che la Mindfulness ci insegna è una sorta di meditazione, ma non di quelle da fare seduti, con le gambe incrociate. Non a svuotare la mente, ma a tenerla concentrata sul qui e ora.
Ci insegna ad ascoltare davvero mentre qualcuno ci parla, a guardare ogni giorno nostro figlio come se non lo vedessimo da tempo, a prestare attenzione alle piccole cose.
E'un piccolo esercizio, che richiede però molto sforzo, ma che porta grandi attimi di pace e gioia.

martedì 4 aprile 2017

La mia nuova avventura

Come ormai sapete, da qualche mese sto cercando lavoro.
In più di un'occasione mi è stato proposto da persone a me vicine di provare a fare la rappresentante di alcuni prodotti, tipo aspirapolveri, prodotti assicurativi, di bellezza o altro.
Ho sempre rifiutato.
Non perchè non lo ritenga un buon lavoro, anzi!
Trovo che sotto molti punti di vista potesse essere una buona soluzione per concigliare il lavoro con la mia vita da mamma, e guadagnare anche qualcosa.
Ma non mi sentivo abbastanza competente per poter vendere alle altre persone i prodotti in questione.
In fondo non sono certo la persona giusta per parlare agli altri di aspirapolveri e pulizie (come vi ho raccontato qui ), di assicurazioni non capisco un tubo e per quanto riguarda i prodotti di bellezza a mala pena riesco a mettermi la crema idratante la mattina!
Poi per puro caso ho letto sul blog di un'altra mamma (Mamma in Missione) che la casa editrice Usborne cercava consulenti per vendere libri per bambini in lingua inglese.
L'idea mi ha colpito subito molto: finalmente un prodotto che mi interessava e che mi piaceva!
Infatti adoro i libri: sono una lettrice accanita (un po'meno da quando una meravigliosa pagnottella impegna tutte le mie energie fisiche e mentali!), e adoro la lingua inglese!
Mi ha sempre appassionato, fin quando da ragazzina mi impegnavo a tradurre le canzoni dei Take That e delle Spice Girls (vabbè poi i miri gusti musicali sono migliorati eh!).
Al liceo, dopo vari soggiorni in famiglia all'ester, ho iniziato a leggere libri in inglese e a guardare film e telefilm in lingua originale, e la cosa mi ha aiutata moltissimo a migliorare la lingua.
Questo perchè, diciamocelo, non sempre gli strumenti offerti dalle nostre scuole sono sufficienti ad imparare l'inglese come si deve.
I bambini iniziano a studiare inglese fin dall'asilo, ma spesso arrivano alle superiori con un vocabolario assolutamente insufficiente: me ne rendo conto, ad esempio, parlando con mia nipote di 16 anni, che ha tutti 9 in inglese ma non è in grado di formulare le frasi più semplici per mancanza di vocaboli.
Per questo ritengo sia loto utile aiutare i bambini già fin da piccolissimi a familiarizzare con la lingua, offrendogli ad esempio cartoni animati in lingua e libri ben fatti e divertenti adatti alla loro età, in modo che per loro sfogliare un libro in inglese, sentire la mamma che lo legge ad alta voce e che gli indica le figure, sia un gioco come un altro.
Il catalogo Usborne è davvero vastissimo: ci sono proposte di tutti i tipi e per tutte le fasce di età.
Si parte dai classici libri tattili per bambini, con materiali in rilievo e disegni semplicissimi, tipo questo:
 
ai libri musicali, con le finestrelle, con gli stickers, i libri con le fiabe classiche, le filastrocche, fino ad arrivare a libri più strutturati come le enciclopedie, le versioni a fumetti di classici della letteratura tipo Odissea ecc.
Ho passato la serata ieri sera a sfogliare il catalogo e i libri che mi sono arrivati ieri con lo starter kit e ne sono rimasta entusiata!!
E voi, cosa ne pensate?
Credete sia utile offrire ai nostri bimbi libri in lingua?



domenica 2 aprile 2017

Quando un bimbo è malato

Quando un bimbo è malato il mondo si ferma. Tutta la famiglia entra in una  bolla in cui il tempo sembra non esistere più. Non esistono più i ritmi che scandivano le giornate: non c'è più l'ora della pappa, l'ora del giretto , per non parlare dell'ora della nanna..che misteriosamente scompare per frantumandosi in mille pisolini.
La casa assume un aspetto sempre più trascurato: non si ha più tempo di fare nulla, perché quando il bimbo è sveglio la malattia l'ha trasformato in una piccola cozza sempre attaccata  al collo. Quando poi si appisola o è nelle vostre braccia, o nel lettone attaccato a voi, oppure siete così stanche che vi buttate sul divano.
Le notti sono lunghe e vagabonde: si passa dal lettino, al lettone, alla poltrona nella speranza di trovare pace per quelle piccole pagnottelle malate. Anche andare in bagno diventa un problema, perché lui non ti molla nemmeno un attimo, e tu seduta sulla poltrona con lui che dorme seduto proprio sulla tua vescica, mediti come fare ad andare a fare pipi senza svegliarlo, e prendi in considerazione senza troppa vergogna di fartela addosso.
Tu e il tuo compagno girovagate per casa come zombie rivolgendovi appena la parola, perché dopo 3 notti senza chiudere occhio non vi vedete nemmeno. Il che forse è meglio, dato che non siete proprio in forma smagliante.
Quello che era il tuo bambino curioso e vivace, che non stava fermo un secondo, diventa un bambolotto ripieno di budino, che ti guarda con gli occhi arrossati e il naso colante e cerca conforto nel contatto con il tuo corpo.
Sono giorni lunghi e faticosi, in cui non sempre e facile restare calmi.
Le continue richieste di attenzione, il malessere che vorreste alleviare, la preoccupazione,  la testa che fa avanti indietro tra tutte le cose da fare e il bisogno di riposo.
L'unico modo di cavarsela e azzerare le aspettative e vivere il momento presente per quello che è, cercando di portare un po' di calma e buonumore anche quando la testa sembra dire " non c'è la faccio più", sognando la mattina in cui lui si sveglierà con un sorriso, e il sole tornerà a risplendere sulle vostre giornate.

martedì 28 marzo 2017

Malati di pulito

No, non sono io la malata di pulito.
Per nulla.
Mia madre lo è, da sempre.
Ho vissuto per 27 anni con l'ansia di far cadere una goccia per terra, con le sue continue lamentele per il mio disordine, con la pulizia maniacale anche di cose che a me sembravano già pulite.
Quando sono andata via di casa mi sono liberata definitivamente da questa schiavitù.
Non che io viva nella sporcizia, sia chiaro, ma diciamo che per me le pulizie non sono al primo posto (ma neanche al secondo..) nella lista delle cose importanti da fare.
Perchè il tempo a disposizione, con un bambino piccolo, è sempre poco, e bisogna fare delle scelte: stare a giocare sul tappeto con lui o pulire? E se per caso lui dorme, rilassarmi un attimo magari leggendo un buon libro o pulire?
Pulisco ogni giorno, soprattutto adesso che Ale gattona, il pavimento e le superfici con le quali viene a contatto, ma, per esempio, mi dedico ai vetri solo quando vedo che obiettivamente fanno schifo, e la stessa cosa vale per le porte, le tende, e tante altre cose a cui davvero non faccio nemmeno caso.
Ovviamente il mio standard di pulizie non incontra quello di mia madre: quello che per me è pulito per lei non lo è abbastanza, quello che per me è passabile per lei è lercio, e quello che per me sarebbe da pulire appena ho tempo richiede un suo intervento immediato.
Sono abituata alle sue osservazioni e ai suoi continui rimproveri, e al fatto che una volta ogni tanto decida di sua spontanea volontà di venire a pulirmi questo e quello (nonostante io sia contraria!), ma un'osservazione mi fa arrabbiare particolarmente.
Da quando è nato Ale non fa che ripetermi che la pulizia della casa è fondamentale per il suo benessere: se la casa non è perfettamente pulita i bambini si ammalano, diventano allergici, non respirano bene.
Se poi, come nel nostro caso, c'è un gatto in casa, rischiano di contrarre misteriose malattie.
Ma è davvero così?
No.
Diversi studi, tra i quali questo pubblicato da Repubblica, sostengono l'esatto contrario: ossia che sono i bambini che vivono nei contesti più sterili (case super pulite, senza animali, pochi contatti con il mondo esterno) ad essere i più soggetti ad ammalarsi.
Il non venire mai a contatto con germi patogeni interferisce con la maturazione del sistema immunitario del bambino, che di conseguenza lavora meno e quindi è più "debole" nei confronti degli attacchi dei batteri esterni.
E per quanto riguarda la presenza di animali in casa? Certo ci vogliono alcune accortezze: l'animale deve essere vaccinato e la sua salute tenuta sotto controllo. Magari evitiamo che il bambino giochi a fare castelli di sabbia nella lettiera del gatto, cerchiamo di lavare le mani se per caso il gatto o il cane lo leccano.
Semplice buon senso.
E usare gel detergenti antibatterici per la pulizia delle mani dei bambini, è proprio necessario? Anche in questo caso sembra che la soluzione migliore sia la classica acqua e sapone (Leggete qui), o se si è fuori casa, le normali salviettine.
Soluzioni troppo aggressive possono irritare la pelle dei bambini (oltre al fatto che poi spesso i bimbi si mettono le mani in bocca e negli occhi, rischiando di estendere l'irritazione) e rendere i batteri iper resistenti.
E allora rilassiamoci! Lasciamo che i bimbi vivano una vita normale, lasciamo che tocchino, esplorino, annusino. E se si sporcano pazienza! E se la casa non è perfettamente pulita, pazienza!
Cosa ricorderanno di più i nostri figli, domani? Quanto era divertente giocare con la mamma o quanto era pulita e immacolata la casa?


venerdì 24 marzo 2017

L'importanza del Second Hand

Alessandro ha comprato casa.
Ha deciso che la sua cameretta non gli bastava più e quindi ha optato per una casetta indipendente, da mettere sotto al nostro portico, dove lui e la nostra gatta possono avere la loro privacy.


A parte gli scherzi, questa è la bellissima casetta che abbiamo acquistato settimana scorsa.
La cercavo da un po', in previsione della bella stagione e dell'opportunità di passare più tempo in giardino, ma aspettavo di trovare la giusta occasione.
Si, perchè non abbiamo comprato la casetta in negozio, ma l'abbiamo presa, usata, su subito.it.
Nel corso degli anni ho acquistato moltissime cose di seconda mano, trovandomi sempre più che soddisfatta.
Prima che nascessa Ale, quando ancora la sua cameretta era il rifugio dei nosti vari ed eventuali, avevo acquistato un bellissimo tapis roulant, quasi nuovo, alla metà del prezzo di mercato.
Quando poi ho scoperto di aspettare Ale abbiamo dovuto liberarcene, quindi l'ho a mia volta rivenduto, allo stesso presso dell'acquisto.
Mentre ero incinta sbirciavo spesso su siti di sacond hand alla ricerca di cose per bambini, e ho trovato una ragazza carinissima (con cui per altro sono rimasta in contatatto) che vendeva la sua culla Next to Me della Chicco ancora nuova, con la scatola sigillata. L'aveva comprata quando aspettava il suo bimbo, che poi però non ne aveva voluto sapere di dormirci, piazzandosi direttamente nel lettone.
Un vero affare, comprata a ben 50 € in meno del prezzo di listino.
E potrei continuare ad elencare tutti i miei affari secon hand.
Perchè acquistare second hand? Prima di tutto perchè ci sono una marea di oggetti che le persone comprano, e dei quali dopo poco decidono di liberarsi.
Perchè hanno fatto un acquisto d'impulso, perchè pensavano di utilizzare l'oggetto che poi invece è rimasto li a far polvere ( tipico delle attrezzature sportive!), per un trasloco, oppure, soprattutto per quanto riguarda le cose per i bambini, perchè sono oggetti legati ad una fase della crescita.
Quanti oggetti legati alle varie fasi di Ale di questo primo anno sono già state usate e rimesse via, perchè non più utili? Gli scaffali in garage si riempiono sempre di più!
E allora trovo assurdo spendere molti soldi per oggetti che si utilizzeranno poco, e dei quali altre persone invece vogliono liberarsi. Se non ci fossero persone che acquistano oggetti usati quelle cose, seminuove, andrebbero nella spazzatura.
Già, perchè oltre alla questione etica legata alla decrescita e al contrasto della tendenza all'accumulo, c'è anche una ragione prettamente economica.
Si risparmia un sacco! La casetta che vedete l'abbiamo pagata un terzo di quanto costasse nuova. Ed è perfetta. Non ha nemmeno un graffio.
Certo, bisogna cercare molto, ed aspettare l'occasione giusta.
Ma con un po'di pazienza si fanno davvero ottimi affari.
Ci sono persone che storcono il naso quando sentono la parola "usato": perchè pensano che siano cose poco igieniche (presto scriverò un post a questo riguardo), sporche, e magari rotte.
Sono solo pregiudizi, a mio parere. E qualsiasi oggetto, se tenuto bene, dopo una bella lavata è come nuovo.
E voi cosa ne pensate del second hand?